Tutte le cose buone [baba nam kevalam]

tutte le cose buone 1

Tutte le cose buone sono selvagge e libere.

H. D. Thoreau

L’anno si è concluso spargendo mantra, per me, alla ricerca di spazi d’ispirazione e pace su cui appoggiare gli occhi. Costruire luoghi dove coltivare i semi in cui credo diventa ogni giorno di più una priorità e mi sento enormemente fortunata ad avere infiniti lampi d’ispirazione attorno.

Quando ho trovato questa stampa, giorni fa, non ho avuto dubbi che fosse un altro mantra da aggiungere a quelli che già decorano casa nostra; questa, ancora più di tutte le altre, mi è sembrata una frase diretta a me e a tutti i passi che vorrei fare per accogliere e riconoscere tutto il buono che spesso mi sfugge. L’ho appesa al centro della casa, sopra ad uno dei tanti “altari” che mi diverto a costruire (l’ispirazione viene da qui): sopra ad una cassetta trovata in cantina e ricolorata, sopra a quella vecchia foto di noi due scattata anni fa, alla pietra lavica a forma di mamma che abbraccia il suo piccolo che ho raccolto sull’Etna qualche settimana prima di concepire Leonardo, vicino a quei bicchierini che ho trovato dal rigattiere di cui osservo, ogni giorno, i quattro elementi che custodiscono.

Nei giorni, questa frase mi ha fatta riflettere tanto: quante sono le cose buone che mi perdo, per difficoltà ad apprezzare anche quello che sfugge dal mio controllo, perdendomi tante felicità?

Così, per un po’, in questo spazio che è da sempre il mio esercizio ad aprire gli occhi, il cuore e tutti i sensi, vorrei registrare tutte le cose buone, libere, selvagge, impreviste e dolci che scorgo.

:: Il pomeriggio di ieri, per un attimo: la casa svuotata dagli ospiti, i bimbi addormentati all’unisono e noi due sotto il piumone, sul divano,

:: il pomeriggio di ieri, un attimo dopo, con tutti e tre i bimbi risvegliatisi all’unisono, sempre sul divano, sempre al caldo del piumone.

:: Questo momento, in preda all’influenza, con Maddalena in braccio e Leonardo di fianco, intento a costruire aeroplani di carta.  Sempre sotto il piumone, con il sole giallissimo che entra dalla finestra.

:: L’agenda che ho creato con lei, il quaderno da sfogliare ma, sopratutto, l’entusiasmo di cominciare ad usarli dopo tanto lavoro per prepararli.

:: Il cielo limpido di questi giorni, che non lascia scampo: il vento ha spazzato via il vecchio anno e ha lasciato solo luce intorno a me…

Buone… quante cose buone si affacciano su questo 2015…

Buon anno,

un anno buono, libero e selvaggio.

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Commenti

  1. Lena  gennaio 2, 2015

    Cara Ylenia,
    viaggiamo all’unisono e questo mi riempie il cuore di gioia: poter condividere con una sorella d’anima le stesse sensazioni.
    Ho riletto più volte il rigo sulla pietra lavica…ha il profumo di un miracolo, che spero anche io di poter “sentire” presto.
    Magici e semplici istanti i tuoi che fanno bene al cuore.
    Ti auguro un meraviglioso 2015 denso di tutte le cose buone.
    Un abbraccio e grazie per questo profondo augurio.
    Lena

    ylenia crisalide:
    è stato davvero un miracolo, era lì, nel bel mezzo di un sentiero, da solo, ad aspettarmi, quel “semplice” pezzo di pietra…
    che il tuo 2015 sia pieno di tutto ciò che desideri e della forza per ottenrlo.
    ti abbraccio.

  2. Francesca  gennaio 2, 2015

    Thoreau è sul comodino tra i libri di prossima lettura… è lì che aspetta forse da un po’… ma sempre in prima fila… aspetto il momento giusto per “tuffarmici” … e anch’io un tempo “osservavo” gli elementi nei miei piccoli riti quotidiani, una buona abitudine perduta che devo riprendere 😀 Buon anno a tutta la famiglia 😀

    ylenia crisalide:
    già… quante sono le buone abitudini che finiamo per scordarci… quest’anno sarà l’occasione per riprenderne qualcuna, magari.
    anno buonissimo a voi!

  3. Daniela  gennaio 3, 2015

    Che pace dal tuo altare e dal tuo racconto, grazie! Mi rassicura molto in questo momento in cui mi avvicino a grandi falcate ad un forte cambiamento, vedere che è possibile cercare, trovare, alimentare momenti di pausa e di bellezza anche come mamma, cancellando le parole che tanti mi dicono in questi giorni e che voglio ricacciare lontano (“Eh poi non avrai più tempo, poi non potrai più fare/vedere/leggere/andare…” etc). Avverto la tua fatica, certo, la stanchezza, il tempo frazionato, ma colgo sempre anche la pace possibile, la creatività che rimane e si rinnova, la tenerezza…per questo ti ringrazio, per la tua testimonianza 🙂 un abbraccio!

    ylenia crisalide:
    uhhh, e te ne diranno sempre… anche adesso che io sono al terzo figlio parenti e conoscenti che magari ne hanno uno o due pretendono di insegnarmi la loro versione (“eh, certo, con tre figli questo no,” “voglio vedere come fai con tre figli”…) Una volta mi impegnavo in disquisizioni su come secondo me un bambino non è un impedimento ma una ricchezza e su come basta saper condividere tempie spazi e mettere da parte l’egocentrismo, adesso ho smesso anche di fare quello. Lascia che impartiscano lezioni, stai alimentando la tua famiglia, che è diversa da tutte e unica, nessuno può dirti come sarà. Ti abbraccio!

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