Quel solito posto

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Quel solito posto, per noi, ha la forma di un lago, con i monti attorno e gli alberi verdi riflessi dentro. E’ il posto dove andiamo quando siamo stanchi, quando abbiamo bisogno di una ricarica di energie, quando evadere è la cosa migliore da fare.

Questo lago è come un vecchio amico, uno di quelli a cui non c’è più bisogno di mostrarsi moderati e attenti, con cui ci si può spalancare e sciogliere, sapendo che si andrà bene comunque. Questo lago ci ha visti arrivare in due, ancora intenti a studiarci l’un l’altro; e ci ha visti rilassarci e fidarci sempre di più dei nostri pregi e dei nostri difetti insieme. Poi ci ha visti arrivare in tre, all’improvviso: si è aggiunto un bimbo di pochi mesi- e un ombrellone, e una busta di salviette e pannolini, e secchiello e paletta e… Ci ha visti progettare una nuova vita via da Roma. Ci ha rinfrescati dalle immani fatiche di traslocare, ristrutturare e conoscere quella che è diventata la nostra terra. Ci ha visti diventare quattro e poi cinque. Mi ha vista nuotare, andare in canoa per la prima volta, tornarci incinta e poi con qualche bambino in braccio. Questo lago mi ha vista passeggiare alla ricerca dell’albero giusto sotto cui meditare un minuto, spazientirmi per il caldo e cercare inutilmente la posizione più comoda per allattare stando seduta a terra. Questo lago è il solito posto. Quel solito posto dove si torna, si fa il bilancio di quello che è cambiato, dei progetti andati a buon fine e delle sorprese. E’ il posto dove mi dico: “Chi l’avrebbe mai detto, l’ultima volta che sono stata qui, che…” Ed è il posto dove, soprattutto adesso, sul finire della stagione dei bagni sotto il sole, mi dico: “Chissà quanto saremo cambiati quando torneremo qui, l’anno prossimo, tra cinque anni, tra dieci anni?”

Penso ai cambiamenti inevitabili: ne sono un po’ felice e un po’ spaventata, ma felicità e spavento sono due facce della stessa medaglia, forse non avrebbero nemmeno ragione di esistere, separatamente. Fantastico su quando i bambini saranno grandi, provo ad immaginarli a guidare da soli la canoa, tutti e tre insieme, felici. Spero che staremo tutti bene, nel cuore e nel corpo. Mi immagino guardarli dalla riva e strillare: “State attenti!” ma senza dar troppo peso a quello dico, perché saprò che sono perfettamente capaci di fare il giusto e il buono.

Sì, se fantastico proprio in grande mi immagino anche aprire un libro, o addormentarmi in silenzio, o stare ferma lunghi minuti a contemplare la forma delle montagne. Mi immagino tranquilla, con parecchi capelli bianchi in testa, a guardare gli occhi dell’uomo che mi ha portata qui la prima volta e che ha continuato a portarmici per tutta la vita da lì in poi. No, quando mi concedo questa fantasia non ci sono bambini piccoli intorno: è il sogno proibito di una mamma, che subito dopo torna soddisfatta a costruire castelli di sabbia. Passerà il tempo. Il nostro solito posto sarà sempre lì. Tutto ci scorrerà dentro, il prevedibile e l’imprevedibile.

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Commenti

  1. Silvia  agosto 14, 2015

    Cara, carissima Ylenia!!! Quanta poesia nelle tue dolcissime parole!!!
    Le ho lette con la musica del mio blog in sottofondo e ti assicuro che c’ero, ero lì nel tuo posto incantato e al riparo da ogni rumore, da ogni persona… Ero lì ad annusarne i profumi, a sentire lo sciacquio dell’acqua…
    Ero lì ad ascoltare te e il battito sincero e tenero del tuo cuore mentre raccontavi…
    Come sempre, quando torno qui è tornare in un posto tranquillo, dove la mia anima ritrova qualche pezzetto perso per strada o trova uno spunto per procedere spedita, con fiducia…
    Ecco, il tuo blog per me è “il solito posto” dove la meditazione e la vita quotidiana si incrociano e rinnovano la fiducia in questo mondo…
    Grazie, tesoro!!! ^_^ Buon proseguimento!!!
    Un abbraccio e mille e più benedizioni
    Tua Silvietta

    ylenia crisalide:
    sei un amore. dopo tutti questi anni, ancora mi fai commuovere con la tua dolcezza. ti voglio bene!

  2. Maria rosa  agosto 14, 2015

    Bellissimo! Martignano? Se si, ancora più bello per me. Grazie!

    ylenia crisalide:
    no, Vico. Sai che a Martignano non ci sono mai stata? Ci penso spesso, poi alla fine scelgo sempre Vico. Ci andrò!

  3. Francesca  agosto 14, 2015

    Quando parli degli occhi che ti ci hanno portato la prima volta tanti anni fa… che sono gli stessi occhi di oggi… che ti auguri siano gli stessi occhi di domani… mi hai commossa! Siete una bellissima famiglia e una bellissima coppia.
    Io non ho più niente di tutto questo e mi manca da morire poter condividere con l’uomo che ho amato e che amo un luogo nostro, dove rifugiarci. C’era una volta. Era una valle con un fiume stupendo che ci scorreva in mezzo. Andavamo a fare i pic-nic insieme, a fare l’amore sulla riva del fiume, tanto non c’era nessuno, a parlare di noi, del nostro futuro, di quando saremmo stati genitori e poi nonni.
    So che se mai ci tornerò in quella valle, sarà da sola perchè lui, benchè sia ancora accanto a me, non c’è più!
    Un abbraccio
    Francesca

    ylenia crisalide:
    Cara Francesca, ti sono vicina, spero di mandarti un po’ di tutta la forza che ti serve con il mio pensiero. Sei una donna speciale. Ti voglio bene.

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