Per sostenere la meraviglia

educare all'amore

I miei figli hanno una capacità innata di commuovermi. Ad un anno dalla nascita di Maddalena, mi chiedo come sia possibile che siano stati dentro di me, all’origine della loro storia. Mi chiedo se davvero sono usciti dalla mia pancia, questi tre esserini che ora imparano a conoscere il mondo e a prendere le distanze da me. Mi chiedo se non è tutto un sogno, una dolce allucinazione da cui mi risveglierò. Mi chiedo se e come sia possibile misurare e descrivere questa meraviglia che ci fa essere tutti genitori e figli.

Sono abituata ormai da tempo a riconoscere ed esplorare le mie paure, le piccole e le grandi. Sono abituata ad incontrarle e poi guardarle con decisione per quel che sono: degli attacchi alla mia possibilità di stabilire una connessione buona e nutriente con me e con l’esterno, che mi fanno dimenticare di quanto lo star bene sia una condizione naturale per ognuno di noi. Sono abituata a meditare e scrivere, ma rimango pur sempre un essere umano, con tutte le sue fragilità. Sono impensierita dall’educazione da scegliere, dagli sport da provare, dai ritmi e dai stabilire. Sono frastornata per quanto è difficile trovare me stessa e, al tempo stesso, infondere amore e sicurezza in qualcun altro. Sono una ricercatrice costante di sostegni e ispirazioni.

Negli ultimi giorni, complici i viaggi tra la nostra casa in campagna e il lavoro a Roma, ho incontrato una frase che mi ha colpita. Non so ancora bene come, ma sono sicura che queste parole mi aiuteranno a costruire il ruolo di mamma che ho scelto, che adoro, che mi chiede così tante energie:

“Quando erano piccoli, non ho mai detto ai miei figli che li volevo vedere ottenere buoni voti a scuola, o una posizione sociale, né che li volevo veder arrivare a nessun obiettivo specifico. Dicevo sempre loro che l’unica cosa davvero importante è che ognuno di noi conosca la sua strada, che sappia qual è il suo servizio per il mondo, la sua gioia e il suo bene da portare agli altri. Dicevo loro di non preoccuparsi del prestigio o dei soldi. Anzi, dicevo loro che se non avessero avuto ciò che desideravano in abbondanza, io avrei pensato a loro, a patto che facessero esattamente ciò che sentivano che era giusto fare per loro. Il risultato? Senza nessuna pressione, senza istillare in loro il senso di mancanza o punizione, i miei figli hanno sempre avuto voti ottimi e hanno saputo riconoscere e stimare le loro qualità. Adesso che sono grandi hanno ruoli di prestigio proprio nel lavoro che volevano fare e tutto il denaro di cui hanno bisogno, senza chiedere il mio aiuto.” (Deepak Chopra- il mio “compagno” nei viaggi in auto delle ultime settimane, di cui potete trovare vari audiolibri e registrazioni di conferenze qui.)

Queste parole mi stanno cambiando qualcosa dentro. Me le ritrovo sempre in testa, sparse tra gli altri pensieri, ogni volta che mi fermo ad osservarmi.

Il modo migliore per sostenere i nostri figli, anzi, di più, il modo migliore per sostenere chiunque si avvicini a noi è rivolgerci all’infinita fonte da cui tutti abbiamo bisogno di attingere: quella della considerazione e della stima, dell’amore. Siamo tutti capaci di giudicarci in base a quanto valiamo perché facciamo questo o pensiamo quello, ma la verità è che ognuno di noi ha un incredibile bisogno di essere sostenuto e amato per quelle qualità intime e profonde che lo contraddistinguono. In effetti, i soldi, il prestigio e i voti non servono a nulla. Abbiamo solo bisogno di sapere che c’è posto per quel che abbiamo da offrire al mondo, e il resto verrà da sè. Quella sensazione di poter esprimere e dare ciò che ci viene meglio, trovandola riconosciuta e apprezzata all’esterno… questo è ciò che ci serve davvero. Questo è ciò che, da mamma, posso fare di meglio per i miei figli: garantire scorte inesauribili di stima nelle loro qualità e spronarli a diffonderle nel mondo. Questo è ciò che posso fare di meglio come maestra di yoga, come figlia, come sorella, come amica, come passante che segna un incontro per strada.

Per sostenere i nostri figli, noi stessi e chi incontriamo, soffermiamoci e riconoscere ed elevare le qualità che troviamo, spronandole a rivelarsi al mondo.

Facciamolo avendo fiducia in un effetto boomerang, perché se sapremo riconoscere il buono negli altri, lo sapremo riconoscere anche in noi. Facciamolo di nascosto, ogni volta che possiamo. Facciamo anche quando, spolverando la stanza dei nostri figli, ci scopriamo a commuoverci delle loro minuscole cose e ci troviamo a pensare a qual è il modo migliore di sostenere tutta quella meraviglia, senza corromperla.

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Commenti

  1. Francesca  novembre 30, 2015

    Ciao meravigliosa Ylenia,
    era un po’ che non passavo nel tuo blog e vedo che è un mese che non ci scrivi più!
    Tutto bene?
    Come sai ho iniziato l’Accademia di naturopatia e sto scoprendo mondi e dimensioni nuove. Certo, nella mia vita di ricercatrice molte cose le sapevo già, ma la cosa bella del percorso che sto facendo, è vedere come queste conoscenze, che erano solo di tipo intellettuale, possano essere applicate per un percorso di cura e rinascita.
    Il discorso che fai lo ritrovo in molte cose. per esempio: stiamo studiando Fiori di Bach in questi giorni e si parla molto del “percorso dell’Anima”, della strada che l’Anima ha scelto per noi… Quello che dici è giustissimo. In questo modo non solo crescerai figli soddisfatti e felici ma anche SANI, perchè la malattia è un disequilibrio fra la vita che facciamo e il disegno che invece l’Anima ha scelto per noi!!!
    Continua così.
    Fammi sapere qualcosa di te.
    Un abbraccio
    Francesca

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