Nella luce: una storia per Santa Lucia

nella luce

Sono giorni freddi, in cui la luce lascia il passo al buio, ai suoi misteri, alle suo ore che limitano le giornate e allungano il tempo per i sogni e i progetti. Mi guardo nel fermento dei preparativi, delle feste, delle idee e capisco il perché, da sempre, l’umanità festeggia dicembre: per darsi il coraggio e il tempo di pensare alla luce che verrà, e tenersi vicino chi si ama, nel frattempo.

In questi pochissimi anni passati più a contatto con la Natura ho capito e ammirato gli uomini e le donne che sono la nostra storia. Quanto  coraggio nei ritmi di fine e rinascita e quanta forza servono per addobbare tutto di luci e frutti, per festeggiare preparando pani enormi, per passare notti a ridere… mentre la natura riposa, concede poco con cui cibarsi, mette alla prova togliendo il caldo e gioca a spegnere la luce? E, ancora di più, quanto è bello che a tutto questo, l’umanità abbia deciso da sempre di reagire con giorni di festa, di fuochi, di condivisione delle scorte di cibo?

Non resisto al fascino di questi pensieri e sono in trepidante attesa della prossima festa: il giorno di S. Lucia. Me la ricordo, la festa in onore della santa, come uno dei ricordi più vividi della mia infanzia, nel susseguirsi degli anni. Mi ricordo la tristezza nell’ascoltare la storia dei suoi occhi, il freddo pungente sul naso, infilato fuori dalla finestra della scuola, per vedere l’asinello passare per le vie del paese, anticipato dal suono del campanello della Lucia che lo montava. Mi ricordo l’emozione di vederla arrivare in classe, con la carta stagnola sugli occhi e il vestito bianco.

La signora che porta la luce, lei che è cieca, che vive nel buio e si è scelta come compito di portarci la nuova luce…

Qui in Umbria non la si festeggia, ma io vorrei tanto trasmetterla ai miei bimbi, come una piccola eredità festosa che viene direttamente da quegli anni in cui avevo la loro età. Per i bambini la festa sarà fatta di tutti quei gesti rituali in cui mi impegnavo io: il fieno, il latte, l’acqua e una fetta di torta da lasciare alla santa e al suo asino, per ringraziarli di esser passati a portar doni. Qualche campanello che si intuisce appena da dietro i vetri appannati, mentre si guarda il cielo nero di fuori. Non è il momento di raccontare ai miei figli che al mondo esistono le storie tristi, i martiri che muoiono sperando di far del bene agli altri e le condanne verso chi è diverso o ha idee nuove. Santa Lucia sarà per noi una fata con il meraviglioso dono di saper portare la luce, che illumina la strada verso tutti i desideri. Ho pensato ad una piccola meditazione narrata, per loro. E l’ho pensata così:

Luciamorgon

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un posto lontano, una fata bellissima. Era così buona e coraggiosa che faticava ad avere amici, come spesso succede alle persone speciali e un po’ diverse dagli altri. Ma nonostante la solitudine e un po’ di tristezza, lei continuava a gioire del suo dono bellissimo: ovunque andava, portava così tanta forza e speranza, che tutto si illuminava. Il suo nome era Lucia.

Viveva in un bosco buio e freddo, in un tempo strano in cui chi era più forte condannava chi era più debole e diverso. Un giorno, un giorno in cui l’aria era più fredda del solito e il cielo era più buio del solito, Lucia prese tutto il suo coraggio di piccola fata e compì un gesto enorme. Si vestì di un abito bianco, il più luminoso che avesse. Preparò una corona intrecciando rami e foglie, in cui inserì delle candele, per illuminare la strada da percorrere e uscì, nel buio e nel freddo, a portare la luce e il calore a tutti quelli che incontrava. Suonava un piccolo campanello, per annunciare che i tempi tristi erano finiti, per chiedere a tutti di accendere candele e fuochi e far festa, perché la luce ritornasse in quel bosco freddo e buio. E ai bambini… a loro non portò solo luce e calore, ma anche qualche dono prezioso: gli strumenti con cui cominciare a costruire un mondo più bello.

Julafton

Lucialjus

E’ per questo che ho deciso che Lucia, a noi, porterà libri, da sfogliare, colorare o leggere. Prepareremo un pane speciale e costruiremo lanterne con cui illuminare l’imbrunire e tutti i progetti che nasceranno.

Qualcuna delle ispirazioni per festeggiare il giorno di S. Lucia viene da qui. I disegni che ho inserito nella storia vengono da qui.

E… il mio nuovo progetto, da illuminare e riscaldare- insieme a tanti altri, in forme diverse- è questo

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Commenti

  1. emanuela  dicembre 11, 2014

    ecco una storia che racconterò ad Unai.
    Ad Unai ed a tutti i bimbi che verranno, che ci sono, che ci saranno.
    A loro, che sono la grande ricchezza . Che danno senso. Che sono il senso.
    Un abbraccio grande grande Emanuela

    ylenia crisalide:
    se la racconterai al tuo nipotino ne sarò felicissima!

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