Lo stato liquido: l’assenza di giudizio e la danza sensoriale

Adesso fermati. Appoggiati. Appoggiati ai tuoi piedi, su una sedia, al muro. Appoggiati e senti tutto il sostegno che puoi ricevere, che sai darti. Il tuo respiro e la tua postura cambiano immediatamente, quando ti appoggi a terra, o alle tue stesse ossa. Dopo poco, anche le tue sensazioni cambiano e i tuoi pensieri iniziano a strutturarsi in un modo diverso, più lento, più articolato.

E ora, ora che ti sei appoggiata, ora che ti sei lasciato andare, ascolta i pensieri, le emozioni e i giudizi che salgono a galla e bussano alla tua attenzione, chiedendo di essere elaborati. Spesso le nostre rigidità, mentali e fisiche, vengono da qui: dalle ombre che non abbiamo ancora integrato, dai giudizi a cui diamo il permesso di pesare su di noi, da ciò che vorremmo essere e non abbiamo ancora accolto, da ciò che non vorremmo essere e non abbiamo ancora elaborato.

In alcune tradizioni sciamaniche la condizione in cui viviamo e ci espandiamo nell’assenza di giudizio è chiamata: “lo stato liquido.” E’ lo stato in cui abbiamo conquistato morbidezza e malleabilità, perchè i giudizi e i limiti non agiscono più su di noi, prendendo la forma della chiusura fisica e mentale. E’ lo stato in cui riusciamo, finalmente, ad incontrare l’altro e ad incontrare noi stessi, senza rigidità, con partecipazione, con compassione.

Che cosa dignifica essere compassionevoli verso noi stessi?

Significa riuscire ad entrare davvero in noi, in tutto ciò che, di noi, non vogliamo vedere, accettare o mostrare. E significa non solo entrare, ma anche sapere stare in relazione con noi, a braccia aperte rispetto ai pensieri che ci sembrano inconcepibili, alle memorie che ci sembrano insostenibili, ai sogni che ci sembrano irrealizzabili.

Quante volte facciamo entrare il giudizio, la durezza, la condanna, nella relazione con noi stessi? Quante volte, messi davanti al corpo che si infiamma, che si contrae, che si ammala, che si spezza, scegliamo di alzare muri e abbassare gli occhi? Quante volte nascondiamo sotto il tappeto pensieri ed emozioni, invece di cercare gli strumenti giusti per tradurli e farli evolvere?

Lo stato liquido è quello che puntiamo a raggiungere con la nostra pratica, soprattutto con la danza sensoriale. Nell’Armonizzazione Fisio Energetica il corpo è il nostro dato di partenza, l’elemento concreto attraverso cui impariamo e ricostruiamo. Danzando, in un processo lento e istintivo, mostriamo ai muscoli e alle articolazioni un grado di libertà e di espressività altamente creativo. Le nuove forme, riscoperte e conquistate dal corpo, saranno un campanello che risveglia il nostro sistema nervoso e gli insegna a modellarsi sulla base di nuovi stimoli.

E questi stimoli? Vengono dal cuore, dall’istinto, dall’anima. Non sono indotti dall’esterno, non escono da un modello preconfezionato, ma sono la nostra storia e la nostra profondità. Abbiamo incontrato noi stessi; stiamo allenando l’assenza di giudizio e coltivando il nostro stato fluido. Abbiamo dato il via alla nostra guarigione interiore. Abbiamo gettato le basi per rinnovare il pensiero e rivitalizzare il corpo.

 

Che tutti noi oggi possiamo ritrovare la nostra danza: l’espressione più fiduciosa e creativa di chi siamo. Che possiamo imparare a relazionarci a noi stessi e a conquistare uno stato di fluidità psicofisica, capace di accompagnarci al contatto più sano con chi siamo davvero e con chi sono davvero tutti quelli che ci circondano.

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