L’arte di chiedere [e di ricevere]

i bisogni di una mamma 2

Note per me: chiedere sempre ciò di cui si ha bisogno, con grazia (magari facendo le fusa).

Ieri pomeriggio, in uno di quei rari ed idilliaci momenti di solitudine a casa ho ricevuto una bella lezione. Come spesso mi succede, ad insegnarmi qualcosa di grande sono le cose più piccole, in qualche momento di particolare intensità ed ascolto.

Il silenzio tipico di quei pomeriggio caldi e assolati, la concentrazione quasi meditativa che riesco a raggiungere quando sono assorta, completamente innamorata, nei miei progetti e nel mio lavoro e la  voglia di godermi quella pace inusuale che mi circondava hanno creato un paesaggio perfetto, fuori, perché potesse accadere qualcosa di speciale, dentro.

Sentivo i gattini nati nell’ultima cucciolata che miagolavano e non ho resistito: ho lasciato quaderni, penne, libri e idee e mi sono diretta verso di loro. Gea, la loro mamma, deve avermi vista muovermi nella direzione della cuccia in cui li ha sistemati ed è corsa, elegante e agile come ogni gatto, verso di noi. I gattini erano meravigliosi, minuscoli, morbidi, dolcissimi. Ma non sono stati loro a farmi squagliare il cuore. E’ stata la loro mamma. Gironzolava attorno a me, facendo le fusa più forti e i miagolii più accattivanti che potesse, si sedeva vicino ai cuccioli guardandomi, inventava piroette tra me e loro. Mi parlava.

“Cosa c’è, Gea, che cosa mi vuoi dire?” Poi, in un attimo, in un’intuizione lampante, ci siamo capite. “Sì Gea”- e la accarezzavo, e la guardavo, nel frattempo- “sì, sei una mamma bellissima, sei una mamma bravissima.” Questo voleva, lei, da me. Perché questo hanno bisogno di sentirsi dire, più di tante altre cose, le mamme. Giusto?

Ho scattato decine di foto a lei e ai suoi cuccioli, irresistibilmente belli ed enormemente amati dalla loro mamma saggia. Poi sono tornata ai miei libri, ai miei fogli, ai miei pensieri. Sparse tra le tante, ieri pomeriggio ho scritto queste parole:

Note per me:

chiedere sempre ciò di cui si ha bisogno, con grazia (magari facendo le fusa).

Quante volte avrei bisogno anche solo di una parola ma mortifico il mio sentire, per non chiedere? Quante volte chiedo, ma con il tono sbagliato di chi, sentendosi sconfitto in partenza, parte con sfiducia o rancore? Quante volte zittisco ciò di cui ho bisogno, magari per vergogna, o perché penso di non meritarmelo? La mamma gatta mi ha dato una bella lezione, che rimarrà tra le mie note da leggere spesso, almeno fino a che non l’avrò imparata.

i bisogni di una mamma 1

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Commenti

  1. emanuela  maggio 19, 2015

    come e quanto sono profondamente vere le tue parole.Ci ho impiegato tantissimi anni ad interiorizzarle veramente ed a farle mie: e quando ho capito l’importanza, la grandezza ed anche la bellezza del chiedere, quando ho capito che chiedere è fidarsi, allora mi sono sentita più forte.
    un grande abbraccio a te ed alle creature
    Emanuela
    ps. ad Unai arriverà un fratellino!

  2. Lena  maggio 19, 2015

    <3

  3. Francesca  maggio 20, 2015

    Non puoi sapere quando questo insegnamento sia utile anche a me!!!
    Ringrazia la tua gatta da parte mia e dille che i suoi bambini sono meravigliosi!
    Un abbraccio
    Francesca

  4. Elisa  maggio 21, 2015

    Anche io ho sempre avuto difficoltà a chiedere aiuto oppure quando ho chiesto l’ho fatto con la rabbia . Si vorrebbe a volte che fossero gli altri ad intuire, a capire ciò di cui abbiamo bisogno , ma spesso succede che non è poi così chiaro anche a noi. Quindi come primo passo imparare a riconoscere i nostri bisogni e desideri e poi a chiedere quando se ne sente la voglia o la necessità.

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