La luce, in me

 

Dimmi,

come cambia il tuo corpo nell’aria fresca del mattino?

Mi sono alzata pensando alla mia vita, ai suoi propositi. Vorrei che tutta la mia vita fosse un tributo, un’offerta e una partecipazione- con la natura, per il corpo, nell’anima.

Vorrei smontare il tabù per cui materia e spirito sono alieni: siamo forse diversi da ciò che proviamo? Dai fuochi che ci bruciano dentro? Siamo forse altro dalla bellezza della campagna, all’alba?

Vorrei che la mia fosse maestria di fusione, di conoscenza, di ascolto. Vorrei imparare a leggere negli altri, ad aprirmi all’esterno. Vorrei imparare a pregare, con la pelle e con la lingua.

La luce, in me.

Mi alzerò e uscirò, a vivere quest’alba. Infilerò gli scarponcini. Andrò a camminare per le strade che scendono nella valle. Un foglio, una matita, la mia macchina fotografica. Le mie mani sensibili, il loro bisogno di toccare, salutare e ringraziare anche i fili d’erba. I muscoli che si muovono morbidi nella pancia.

Vado a ritrovare la luce in me.

 

Dimmi,

quand’è che senti di poter ritrovare la luce in te? E com’è fatta quella sensazione di espansione, possibilità e stabilità, nel tuo corpo? Com’è il tuo respiro, quando stai nella tua luce, e com’è il pensiero?

La natura ci ha creati come esseri di poesia- ognuno la sua. E questa è l’unica cosa che ci nutre davvero.

Dobbiamo lasciare che il corpo partecipi alle emozioni. E’ per questo che ci fermiamo, che meditiamo, che impariamo ad ascoltare. Il vuoto che ricerchiamo nella nostra pratica non è davvero vuoto! E’ pieno. E’ denso di sensazioni, di scoperte. E inizia con le piante dei piedi che si allargano e la testa che si libera.

Quello è il segno che stiamo tornando un tutt’uno.

 

La luce, in me.

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