Intenzioni

 

È spuntato il sole, all’improvviso, con il farsi del giorno. L’alba è stata piovosa e fresca, ha lasciato un grande spazio aperto ai movimenti lenti, alla costruzione di quell’equilibrio fragile che si crea nelle zone di confine- tra dentro e fuori, tra sonno e veglia, tra requie e attività. Ho lasciato gli altri in cucina, a far colazione; mi sono allontanata con una borsa piena di fogli, penne, strumenti musicali e oli essenziali; ho steso a terra il mio tappetino e spalancato la finestra. Niente musica, oggi- solo il canto dei galli dei vicini. Niente libri da cui prendere spunto per i miei asana, oggi- solo la mia arte di saper improvvisare e costruire la fiducia in quel che arriva spontaneamente.

Poi mi sono trovata in questa posizione, a lasciar cadere la testa e far respirare la schiena. Ho pensato: “Qui, in questo momento, proprio qui, posso fissare le mie intenzioni per questa giornata.”

Le mie intenzioni- le mie preghiere, i miei augurii, le mie benedizioni… Ci sono tanti modi di definire un atto semplice, universale e senza tempo come l’espansione al di fuori di sé del proprio sentire, alla ricerca dell’armonia perfetta. Le mie “Intenzioni”- mi piace questa parola. E’ come se mi prendessi in impegno con me e con le energie dell’universo che mi sta ascoltando.

Porto amore ai passi che ho fatto fin qui. Porto ispirazione a quelli che mi aspettano. Porto pace ai passi che occupo in questo momento. Porto pace. Pace…

Non mi serve nient’altro oggi. Guardo i piedi nudi sul tappetino, lascio allungarsi il collo e srotolarsi la schiena.

Pace…

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