In un fiume dorato

Mettiti comoda, respira: adesso puoi, è il tuo momento, il tuo angolo di pace. Lascia le mani libere di appoggiarsi e chiedi alla tua mente e al tuo corpo il permesso di fissarsi in questa meditazione.

Rivolgi il tuo ricordo ad un momento o un periodo in cui hai sentito che qualcuno si prendeva cura di te, in cui ti sei sentita amata. Stai in questo ricordo per qualche minuto, fino a sentirlo nella pelle, nei muscoli, fino ad arrivare a riviverne la sensazione.

Io ho avuto in mente un periodo in particolare, di tutti quelli, in tutta la mia vita, in cui qualcuno mi ha curata. Ho sentito gli occhi inumidirsi: io stavo male, molto male, non vedevo che la mia prospettiva. Solo in questo momento mi sono resa conto di come può esser stato starmi accanto: ho visto le persone attorno a me prodigarsi per non farmi stancare, fare chilometri per portarmi compagnia, lasciare tutto per starmi vicino.

Pensate all’enorme atto di compassione che vi ha fatto bene, sentitelo con tutto ciò che potete.

Poi andate con il pensiero a qualcuno o qualcosa verso cui riversare tutta la compassione di cui siete capaci.

E io lo so che c’è chi sta male, c’è chi ha bisogno, ma non posso evitare di pensare ai miei figli. Non posso non pensare ai colpi di tosse notturni, alle incomprensioni tra fratelli, alla difficoltà di adattarsi ad aspettare sapendo di essere in tre a dividere cure e attenzione, alla bellezze delle cose incontrate per la prima volta. A loro penso, se d’istinto medito sulla compassione, perché davvero, a momenti, mi sembra di sentire il mondo intenso come lo sentono loro, solo guardandoli, solo conoscendo le loro emozioni mentre camminano e fanno. Poi, quasi senza volerlo, compassione diventa “sentire insieme,” e penso agli ulivi scossi dal vento che ho fotografato il primo giorno dell’anno, a Nebbia, seduta fiera, a godersi il gelo della tramontana- maremmana, lei, elegante signorina del gelo. 

ulivi al vento 3 nebbia al vento 1 nebbia al vento

E adesso la parte più difficile: pensate a voi, adesso. Tutta questa compassione regalatela a quest’immagine: ditevi quello che avete bisogno di sentirvi dire, pensatevi in tutto l’amore che avete bisogno di provare. Siete voi i primi ad avere il dovere di amarvi: voi siete il vostro amante, vostra madre, vostro padre. Voi per primi, abbiate compassione di voi stessi.

Nonostante avessi Maddalena appesa alla schiena, nella fascia, ho sentito questa meditazione stabilirsi decisa, senza lasciarmi possibilità di distrazione, senza concedermi scuse.

Immaginate un grande fiume dorato che vi attraversa: è il fiume della compassione, della vostra compassione. Quel fiume vi nutre, vi illumina, vi scorre dentro e ricopre fuori. E’ un potente, grande, fiume dorato.

Maddalena si è svegliata. L’ho presa in braccio, l’ho stretta. E siamo state così, insieme, a farci impreziosire dal fiume dorato. Per qualche minuto, prima di aprire la porta e tornare nel mondo in cui esercitare le possibilità di quello stesso fiume, per qualche respiro, abbiamo meditato insieme.

La meditazione è ispirata ad una maestra che adoro, Sally Kempton, autrice di: “La meditazione per amore,” che è in assoluto il libro sulla meditazione che preferisco. Il merito, come sempre, è del mio impegno a resistere alla pigrizia, di un papà paziente, di un’anima minuscola che mi fa compagnia, con la sua delicatezza, con la sua comprensione. Il seguito è una dolce domenica sera, e un inizio settimana dorato, nel ricordo ancora vivo di quel fiume immaginato.

E voi? Qual è il vostro esercizio di compassione? Qual’è il vostro fiume dorato?

Buona settimana, dorata, piena.

meditazione compassione

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Commenti

  1. Francesca  gennaio 26, 2015

    Non è una domanda a cui è facile rispondere la tua. In questo momento non saprei proprio cosa rispondere. A volte sono talmente stanca che non riesco a pensare a fiumi dorati anche se so che ne avrei davvero bisogno!!!
    Credo che, molto semplicemente, il mio esercizio di compassione lo svolgo tutti i giorni semplicemente “resistendo”… si, IO RESISTO… per amore e per compassione.
    Mi amo concedendomi quei momenti preziosi nella Natura, che sono diventati la mia coccola, la carezza che da sola mi do, ogni giorno e mi amo permettendomi un riposo più lungo, a volte, che adesso che fa freddo fa bene, non guasta e mi carica di tenerezza dentro.
    Ti abbraccio, Tesoro mio.
    Francesca

  2. emanuela  gennaio 26, 2015

    il mio fiume dorato? Aver imparato ad ascoltarmi.
    Ascoltare il mio corpo , se chiede riposo e darglielo.
    Ascoltare la voglia di togliere le foglie secche dalle piante,sul balcone.
    Assecondare i miei bisogni, nel tempo che resta a me da lavoro, casa, incombenze quotidiane.E se il tempo non c’è inventarmelo.
    Imparare ritagliarsi il tempo.
    Il fiume dorato è volersi bene. Non sempre facile, chissà perchè.
    Il fiume dorato è dire a chi amiamo che…li amiamo. Tirare fuori i sentimenti senza pudore.
    Con tutto il mio bene Emanuela

  3. Francesca  gennaio 26, 2015

    Post perfetto per i miei pensieri di questi giorni e meraviglia la visualizzazione del fiume dorato. Bisogna voersi bene, anche perchè non ci si vuole bene si rischia di smettere di amare anche chi e ciò che ci circonda, si smette di ammirare il bello che c’è…… c’è sempre…. e ora vado ad approfondire la mia conoscenza con Sally Kempton 😉

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