Il senso dell’indipendenza per il gusto

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Tra gli infiniti cambiamenti che hanno costellato la nostra vita negli ultimi anni c’è stato un progressivo avvicinarsi a qualità precise, in ambiti diversi, tutte concentrate in un unico obiettivo: muoversi verso le radici, la fonte, la semplicità.

Quello che agli altri sembra rinuncia a me sembra sempre di più una conquista: un togliere strati di azioni e abitudini che rassicurano e riempiono solo in superficie ma non fanno che creare dipendenze e bisogni in profondità. Quello che la fatica di imparare a coltivare la terra ci ha insegnato in questi anni è che  la conoscenza (o, meglio la consapevolezza) è un’arma attraverso cui incamminarsi verso le proprie risorse e i propri sensi, per rispettarli e incontrarli, sempre.

Per lavoro mi trovo a praticare e trasmettere principi che insegnano a riconoscersi, senza giudizi e proiezioni, per conquistare pienezza. A casa è tutto più difficile, complicato e sicuramente meno calmo: il contesto domestico di animali, bambini e ritmi non sempre in sintonia con la mia lentezza rende molto più vivace (o artistico, come mi dico ogni tanto, sorridendo) quello Stare che in uno studio yoga calmo e sereno riesco ad afferrare fin dal primo passo sulla soglia.

Ma di una cosa sono felice e soddisfatta, da anni, senza pentimenti: la nostra vita in campagna, le mie attenzioni, il mio studiare e imparare sta costruendo quel rispetto per il nostro corpo che prima era impensabile. Vivere nella natura ci sta insegnando molto su di noi e ci sta dando un enorme privilegio: la costruzione di un rapporto sano con il cibo e la cura per la sua energia, che parte dal rispetto per le piante e arriva fino alla felicità di assaporare la dolcezza dei frutti che si ha contribuito a far nascere.

Così, mentre ancora mi trovo immersa in meccanismi che ripetono vecchi comportamenti difficili da sradicare, come le voci alzate, le parole dette senza peso o i gesti disarmonici, di una cosa mi trovo sempre più spesso a ringraziare la mia pazienza e disciplina: il ritorno alla purezza dell’alimentazione e alla ascolto del nostro essere parte integrante della natura e non solo sfruttatori inconsapevoli di ciò che scelgono.

Non so quanto dei miei principi sarò in grado di trasmettere ai miei figli, anche se ho capito che tutto sarà in proporzione a quanto li avrò praticati e nutriti io per prima. Ma di una cosa sono fiera, soprattutto adesso che la natura esplode e l’orto già si pavoneggia di tutte le meraviglie che sta preparando in vista dell’estate: nei miei bimbi e in me si sta costruendo solido un senso dell’indipendenza per il gusto, che è uno dei tanti passi che portano a sapere cosa è davvero capace di far star bene e incontrare i propri bisogni.

Oggi festeggio questa indipendenza grazie a lei e alla sua iniziativa. Oggi comincio con qualche foto scattata negli ultimi mesi, ogni volta che mi trovavo a ringraziare la dedizione che ci ha portati a fare scelte che vanno nella direzione migliore per noi: quella della coerenza con il nostro BenEssere, su tutti i fronti che possiamo.

broccoletti cavolo cappuccio rosso passatelli raccolto orto ravanelli 1 torta lievito madre

 

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Commenti

  1. Francesca  giugno 1, 2015

    Ylenia, hai afferrato appieno lo spirito e l’anima dell’iniziativa che ho l’onore di avere lanciato.
    Oggi pubblicherò anche io il mio post, con le foto di quello che ho fatto. Sono orgogliosa dell’iniziativa che ho lanciato e sono felice che persone come te abbiano colto la sfida e abbiano cucinato ieri con gioia e consapevolezza.
    Tutto fa parte di un progetto: anche per me la campagna e la terra sono stati maestri di vita e le lezioni sono appena cominciate. Nel silenzio e nella pace ci prepariamo a conoscere e a scoprire sempre di più.
    Ti abbraccio con Amore
    Francesca

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