Il segreto è semplice, è nelle mani

reiki per mamme 5

Ieri è stata una lunga giornata, di quelle che si concludono con un enorme imprevisto, parecchie riflessioni e un lungo bagno caldo prima di andare a dormire, per rilassarsi, per scrollarsi di dosso un po’ di cose e affacciarsi sulla nuova settimana ripuliti e nuovi.

Ieri abbiamo fatto una gita per goderci la prima giornata calda, primaverile davvero, della stagione. Abbiamo pranzato in riva al fiume, qualcuno si è bagnato con l’acqua, qualcun altro ha avuto un assaggio di che cos’è la bella stagione a casa nostra: star fuori, prepararsi per un picnic,togliersi le scarpe sull’erba fresca e fare collane di margherite. Qualcuno – io- ha avuto una di quelle belle lezioni che non si scordano più.

Abbiamo trovato una zecca sulla testa della piccola: “Una zecca? Davvero è una zecca?” Corsa al pronto soccorso… “Una zecca?” Mi faceva persino strano dirlo… Al pronto soccorso del paese qui vicino non hanno fatto una piega, ovviamente. Ne vedono tanti, loro, arrivare con una zecca. Ma io no, non ne ho mai vista una con la testa infilata nella nuca di uno dei miei figli.

Per farla stare buona mentre la toglievano l’ho presa in braccio e l’ho allattata. Io ero sdraiata sul lettino, lei era sopra di me, e due infermiere erano sopra di lei, con aghi e pinze.Ci abbiamo mezzo una mezz’ora perché, a causa di un mio errore, la cose è durata ancora di più.

E mentre stavamo là, le infermiere a placcarle la testa, lei a succhiare fiduciosa e io con la luce bianca sparata in testa, ogni genere di pensiero mi attraversava. Una mia allieva, settimane fa, mi ha detto che per lei crescere i figli è stato tutto un enorme senso di colpa, per ogni cosa non fatta, per ogni cosa fatta, per ogni cosa che non andava o andava come doveva andare.

In quel momento mi è sembrato di capirla, nel profondo. C’era il senso di colpa nel vederla, minuscola, con una probabile infezione in atto; il senso di colpa per non esserci io, al posto suo; il senso di colpa per non poter essere io che la aiutava (e meno male, che c’è qualcuno che sa cosa fare, quando io sono nel pallone, sprovvista di strumenti e inquieta.)

Ho pensato a quante mamme stavano, in quel momento, in qualche presidio ospedaliero, con i loro figli in mano e il cuore nelle mani di un dottore. Ho pensato a quante avevano un problema più grande o molto più grande del mio e ho pensato al mio e al loro senso di impotenza.

“Sto qui, e non c’è niente che io possa fare, se non aspettare loro, una ricetta e una statistica su come vanno a finire queste cose, di solito. Davvero… non c’è niente che io possa fare?”

“C’è, c’è eccome. Posso fare la mamma. Posso usare i miei strumenti e il mio amore per farla stare al meglio. Posso usare il mio reiki, il mio respiro, la mia attenzione.”

Mi sono concentrata sulle mani, sul sentirle calde: le ho fatto reiki tutto il tempo, per darle fiducia e tepore in quel posto freddo, in cui le luci sono bianche e le mani estranee. “Ecco il mio compito, ecco il compito delle mamme. Ecco una strada per continuare a stare tranquille, a tenere a bada l’impotenza e i sensi di colpa, o il dolore, nei casi peggiori.”

“Il segreto è semplice, è nelle mani,” mi sono detta.

Poi è arrivata la notte. Poi lei si è addormentata serena.Poi io mi sono regalata un bel bagno, e mi sono addormentata, con una mano sulla sua schiena, facendole reiki.

In quel momento, pensavo che tutte le mamme dovrebbero avere degli strumenti da tirar fuori dal cilindro, quando è il momento. In quel momento, mi sono ripromessa di insegnare il reiki, il respiro e la meditazione a tutte le mamme che incontrerò. Sembra niente, e invece queste sono le cose che fanno sentire coinvolti e compassionevoli, d’aiuto. Ognuno ha il suo lavoro e il suo posto nel mondo; ognuno ha le sue competenze e i suoi insegnamenti da dare.

Le mamme hanno il calore, l’attenzione e la cura, ma non sempre sanno come usarli, non sempre danno fiducia ai loro importantissimi strumenti.

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Commenti

  1. Francesca  marzo 30, 2015

    Ciao Dolce Creatura,
    mi hai fatto venire in mente quella volta che sono corsa al Pronto Soccorso con Giovanni di tre anni, per una zecca che aveva avuto la bellissima idea di attaccarsi ad un suo testicolo!!! Ti lascio immaginare lo spavento!!!
    L’idea di insegnare alle mamme il Reiki è bellissima. Io anni fa feci un corso di reiki Primo Livello e, nonostante sia passato molto tempo e non sono andata avanti nello studio, lo uso spesso su di me ma anche sui miei figli e soprattutto su Roberto, di notte, mentre dorme, mentre non si accorge. Lo conosco, so che non capirebbe e allora lo faccio di nascosto. Ogni volta il suo respiro si fa meno affannoso e mi sembra che dorma più serenamente.
    Ti abbraccio forte forte
    Francesca

    ylenia crisalide:
    che meraviglia, che sei, Francesca! Grazie, grazie, grazie.

  2. emanuela  marzo 30, 2015

    anche a me è tornato alla mente un episodio, per fortuna lontano lontano, quando il mio Tommaso, che non aveva neppure due mesi, finì in rianimazione.Lì ho capito cosa significa il sesto senso delle mamme. Perchè lui si era addormentato in braccio a me ed io, anzichè metterlo nel lettino, continuavo a tenerlo in braccio. Perchè, nella stanza in penombra, ho avvertito che qualcosa non andava. Poi la corsa in macchina, 6 eterni minuti di respirazione bocca a bocca…..
    Non so come sono riuscita a mantenere una calma olimpica, a respirare lentamente, accarezzandogli la schiena e parlandogli piano piano. E la stessa calma mi ha ” salvato” in altri momenti non facili con le mie creature.
    La tua idea è splendida. Come te, del resto. Un grande abbraccio Emanuela

  3. Daniela  marzo 31, 2015

    Ho letto con emozione e apprensione questo post, pensando alla tua piccolina e alla mia, minuscola, che ho in braccio e che porta lo stesso nome.Mi ha commosso il tuo gesto di amore e soprattutto il tuo pensiero, il volerti rivolgere a tutte le mamme che incontrerai. In questi miei primi giorni di puerperio, che sto trovando molto molto faticosi, spossanti e difficili, sto pensando anche io (nei brevi momenti in cui non ho troppo sonno e riesco a “ragionare”!) a come vorrò e potrò usare la fatica di questi giorni per fare in modo che altre mamme non la provino…sto trovando fondamentale l’aiuto di mia mamma, delle mie zie, delle mie amiche, che passano a trovarmi, mi mandano un sms di incoraggiamento, mi portano un dolce per darmi forza…ogni donna in puerperio ha bisogno di questo, di ascolto, di accompagnamento e come doula o anche solo come amica voglio fare in modo di essere io quell’aiuto, quella risorsa anche minima!
    Ti abbraccio a abbraccio la tua piccolina!

  4. Silvia  aprile 4, 2015

    Carissima Ylenia!!!
    Torno al momento giusto… a leggere queste parole piene di angoscia, ma anche sollievo e ricche di una saggezza che mi fa stare bene e mi da forza… La forza nelle nostre mani, che a volte usiamo senza accorgerci come strumento di benessere e a volte… Ma quando massaggio la schiena di mio figlio che si sveglia in piena notte per la tosse e non riesce a riaddormentarsi… allora so di agire seguendo un istinto magico che si tramanda geneticamente al nostro spirito… Uno spirito antico che non ha mai dimenticato chi siamo e da dove veniamo!!!
    Grazie, cara!perchè come sempre ti ritrovo e MI ritrovo… Grazie di esserci…
    La tua piccola è in “buonissime mani”… ^_^
    Un abbraccio affettuoso e mille e più benedizioni!!!
    Buona Primavera
    Silvia

  5. Marta  aprile 8, 2015

    Cara Ylenia,
    Spero che Maddalena stia meglio.
    Dopo questo post spero davvero di essere una delle mamme che incontrerai! Vorrei tanto imparare il reiki ma non so da che parte iniziare….
    Un abbraccio e un caro saluto

  6. Lena  aprile 9, 2015

    Secondo te, non mi commuovevo nel leggere queste parole? Certo che sì!
    Ti abbraccio e anche la piccolina <3

    poche parole, un abbraccio forte.

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