Il rinnovo dei vecchi passi

pratica yoga del mattino

È mattino presto, ma il caldo entra già prepotente dalla finestra. Da un anno a questa parte, la stanza in cui pratico il mio yoga e la meditazione, quella in cui scrivo, sogno e progetto, è l’ambiente più caldo della casa. Non è facile costringere il mio corpo provato da una notte calda e costellata di risvegli dei bimbi, a praticare qui, adesso. Non è mai facile, per me, imbrigliare il corpo o la mente nel: “Qui e adesso.” Se non ci fosse la mia pratica a salvarmi, passerei minuti e giorni interi in dimensioni parallele a questa, dove tutto scorre più lento, più luminoso e più dolce. Ma la pratica di questi anni mi ha insegnato una lezione importante, vitale, per me: posso portare quel mondo più lento e luminoso, in ciò che mi circonda, nella realtà che contribuisco a creare. Lo posso fare allenando i muscoli della pazienza e del coraggio, lo posso fare ricordandomi di tornare ai miei propositi, senza perderli, senza perdermi.

 

Così, stamattina, in un giorno impreciso dopo tanti passati via da casa, in una terra lontana, che amo alla follia, fatta di caldo, acqua e terra generosa, ho infilato il mio corpo nella pratica, chiedendogli di essere paziente e fiducioso. Non è servito molto tempo, prima che tutta la mia passione esplodesse, viva come sempre.

Ho già scritto che non è facile tornare allo yoga e alla meditazione con regolarità, perché si trovano sempre scappatoie e questioni più importanti, motivi futili e meno futili per non volersi bene, nemmeno oggi.

E i motivi per cui torno alla mia pratica, invece, quali sono?

Stamattina faccio il gioco al contrario e proseguo nel mio compito di concentrarmi sul luminoso e lento di cui ho tanto bisogno. Invece di pensare a tutti i motivi che mi potrebbero tenere lontana, penso a tutto quel che di meraviglioso c’è nel concedere alla propria pratica l’ennesima e mai sprecata possibilità.

 

Il respiro si allarga, subito. E con questo le prospettive, le possibilità e le sorprese. L’ispirazione si ingigantisce, che sia su quale colazione prepararmi o quale lezione preparare per un corso, che gioco fare con i miei bimbi tra poco o come ringraziare il mio compagno per il tempo che mi regala. Ogni questione sembra mettersi al suo posto, in un ordine più mio. I muscoli, le ossa e i pensieri si alleggeriscono e c’è dentro e fuori un senso di assenza di peso che difficilmente provo: siamo qui, io e tutte le possibilità del mondo. E’ un momento d’oro, questo, che non ha pari. È un invito a vivere ogni giorno in un modo diverso, se voglio, oppure a confermare il giusto in ciò da cui vengo, se questa è la cosa migliore per me.

 

In questa calda mattina rinnovo i miei vecchi passi con un fresco ardore. Ancora non mi spiego il perché a volte sia così difficile fare tutto quel che c’è di semplice, che mi fa stare così bene, come svegliarmi, chiedere una mezz’ora di pausa al mondo e ricompattare intenzioni e consapevolezza.

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