Il primo yoga dopo il parto

Ricominciare è sempre strano: dopo aver passato mesi ad abituarsi al corpo che cambia, si arrotonda, si allarga, ci si ritrova a fare i conti con se stesse e basta e si ha sempre la sensazione di dover riprendere il filo di un discorso lasciato in sospeso e perso nel tragitto.

Ogni volta, per me, riprendere la mia pratica dopo il parto è stato un atto di fiducia: riabituarmi alla mia forma, al mio peso, ai miei movimenti. Poter di nuovo sdraiarmi a pancia in giù, avvicinare la testa alle ginocchia, muovermi agilmente da una posizione all’altra, è stato ogni volta una sorpresa e un mondo a cui avvicinarmi pian piano, come fa chi si ricorda qualcosa di lontano e sfocato.

Il primo yoga dopo il parto me lo ricordo bene, per tutti e tre i miei figli: tutte e tre le volte è arrivato imprevedibile, dopo giorni di ripensamenti se fosse già il momento oppure no, come una luce improvvisa. Con Leonardo minuscolo il primo momento di pratica è arrivato un mattino presto: fuori faceva in caldo afoso, così caldo che ho fatto asana e respiri a terra, sulle mattonelle, per sentire di più il fresco. Dopo Fernando i primi asana sono stati rubati ai rari momenti di pausa che mi lasciava, ai tempi, piccolissimo e intransigente: quella prima volta, e molte altre a seguire, mi sono intrufolata in camera da letto, ho ricavato un piccolo spazio in cui stendere il tappetino e mi sono mossa con estrema delicatezza, per non farmi sentire. Con Maddalena il momento giusto per riprendere la mia pratica è arrivato nel tardo pomeriggio di un giorno scuro e freddissimo. La tenevo in braccio, la guardavo dormire, sentivo la sua serenità, nel sonno. Ho capito che quello era il momento buono per condividere con lei il nuovo capitolo del mio yoga da sola. Mi rassicurava sentire il suo respiro leggero, sapere che non stavo togliendo nulla a lei mentre facevo tanto per me: ero io a muovermi, ma eravamo tutte e due a partecipare. Quel pomeriggio avevo bisogno di riscoprire la mia flessibilità, di sperimentare qualcosa di nuovo, di giocoso. Quel pomeriggio, più o meno, è andata così:

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Una pratica adatta a chi già conosce lo yoga, a chi ha attraversato un’esperienza grande e ha bisogno di adattare la verità della sua pratica ai volteggi che la vita gli ha fatto conoscere. Tutto è incroci e intrecci, in queste posizioni; tutto è ricerca di nuove vie in cui adattare ciò che c’è sempre stato a ciò che c’è di nuovo.

Ma questo non è solo yoga dopo il parto, così come lo yoga non è mai fine a se stesso. Sperimentare intrecci e incroci è un modo per  insegnare al corpo e ai nervi come uscire dall’abitudine e incontrare la novità. Io, in quel momento, ero solo più fortunata di quanto lo sia stata in altri. La mia novità era fresca e morbida, e mi respirava accanto.

yoga neonati

Non c’è regalo più grande che possiamo fare alla nostra consapevolezza che allenare il corpo e la mente a comunicare e sperimentare insieme: incroci nei movimenti, connessioni tra i pensieri… in questi momenti vai bene tutto ciò che è linguaggio per comunicare con quell’universo completo e complesso che siamo. E masticare qualche frase in quel linguaggio, allora, diventa impagabile.

diario pratica yoga

Che possiamo tutti trovare il nostro linguaggio e imparare a conoscerlo, per vivere ogni connessione possibile che c’è in noi e che si può creare tra noi e il Tutto.

Buona giornata!

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Commenti

  1. Francesca  febbraio 21, 2015

    Bene Ylenia, mi mancavano i tuoi post dedicati alla pratica Yoga!!! E’ bello vederti di nuovo in azione e non ti preoccupare, non togli nulla a Maddalena… anzi!!!
    E’ tanto, troppo che non faccio più yoga, quelle poche posizioni che avevo imparato al corso. E’ come se stessi aspettando la bella stagione. Adesso la mansarda è fredda e umida… ma è una scusa. Potrei portare il tappetino in camera o in salotto vicino al camino… Che devo fare per spronarmi? E’ come se il momento giusto non arrivasse mai ben sapendo che il mio corpo lo richiede a gran voce!!! A volte proprio non mi capisco!
    Ti mando un bacio grande
    Francesca
    P.S. Cara Ylenia, mi piacerebbe tanto se partecipassi all’Independence Day… fammi sapere se la cosa ti interessa!!!

    ylenia crisalide:
    ti capisco bene, a volte è proprio così, il momento giusto non arriva mai.
    questi sono i casi in cui spronarsi, darsi lo “shock addizionale” come diceva Battiato citando Gurdjieff. questi sono i casi in cui fare appello alla propria disciplina interiore. vedrai che ne vale la pena! forse in te ci sono dei blocchi che stanno lottando per tenerti chiusa, delle resistenze. concediti un minuto di yoga, inizia dolcemente a spinger fuori le chiusure e i dubbi.
    ti abbraccio!

  2. Francesca  febbraio 21, 2015

    Ylenia, ho rubato un paio di immagini di questo post per il mio blog… Spero che la cosa ti faccia piacere!!!
    Bacione
    Francesca

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