Il momento di pace

yoga alla luce del mattino

L’ombra di me che pratico ha questa forma. Questo è uno scatto del mio yoga di stamattina, mentre respiravo, pensavo, provavo a liberarmi, Stavo, lasciandomi baciare dal sole.

Ieri è stata una giornata lunga e dura. Dopo due mesi di viaggi, di immersioni nella natura, di silenzio casalingo, di alberi e profumo di fiori, ieri abbiamo affrontato il caos, la folla  e il rumore. Un grande magazzino, qualche compera da fare, delle decisioni importanti sullo studio yoga- quel famoso spazio per le tisane, quello che non mi decido a fare da anni, forse, sta per vedere la luce- e un gran senso di spaesamento. I bambini stanchi delle luci e del rumore, provati dall’aria condizionata e annoiati del mio scegliere tavoli e lavandini, e un gran senso di solitudine, per noi due, mamma e papà, impegnati a destreggiarci tra zaini e passeggino- uno in braccio, l’altro dorme, due nel carrello, uno per mano: portare i bimbi in tutte le varianti fino a sfinirci è la nostra specialità. Ieri mi sono sentita persa. Ho avuto la chiara sensazione di aver finito le forze e, per la prima volta, ho temuto di non farcela a seguire i bambini, a tenerli in braccio, ad esserci per loro qualsiasi cosa chiedessero, in quello spazio che mi sembrava così nemico. Ieri ho pensato che senza il mio compagno mi sarei sentita morire, di una serie di sensazioni diverse, tutte spiacevoli. Ma la giornata è finita nel buoi fresco, con una delle nostre serate a scherzare e giocare fino a quando anche l’ultimo bambino ha ceduto al sonno. Abbiamo cenato con degli avanzi buoni, ci siamo voluti bene, solo noi, nel nostro silenzio, finalmente.

Se quell’ombra ritratta in foto potesse parlare racconterebbe tante cose. Parlerebbe soprattutto della meraviglia di ritrovarsi in un posto familiare e illuminato dal sole che si sta alzando. Parlerebbe della pace che scatta all’improvviso e senza fatica, quando la si invoca nel posto giusto, un po’ come succede ad un seme che germoglia solo nelle condizioni ideali per farlo. E lo so, lo so, che il vero lavoro è cercare la pace ovunque, soprattutto là dove non ce n’è, e non c’è il sole che scalda, e non c’è silenzio. Ma per oggi, per stamattina, voglio rimanere protetta tra i confini di casa, come quest’ombra. Voglio lasciarmi coccolare da ciò che conosco e che mi dà tanta pace. E voglio farla crescere, questa pace che è spuntata nell’ombra appena mi sono seduta e ho respirato. Voglio tenermela stretta, questa pace che ho sentito dentro riconoscendo il pavimento, gli alberi fuori dalla finestra e il tappetino che fa da testimone al mio yoga da quando conosco lo yoga.

Oggi ho tutte le intenzioni di vivere in questo momento di pace.

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Commenti

  1. Francesca  agosto 18, 2015

    Riuscire a meditare in mezzo al traffico è una cosa che probabilmente non riuscirò a fare mai. Qualche maestro dice che è li la vera capacità di concentrazione; riuscire a mantenere la calma anche nel caos e nella stanchezza. Ma siamo umani e non super-umani.
    La tua ombra è quella di un Angelo del Paradiso!!!
    Ti abbraccio forte
    Francesca

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