Il linguaggio del corpo. L’espressione della nostra storia. La guarigione.

 

Il corpo è un grande contenitore delle nostre memorie, della nostra storia. E’ una tela precisa e minuziosa della vita che ci è scorsa dentro e della grazia con cui l’abbiamo attraversata. E’ un resoconto concreto e tangibile di chi siamo e chi siamo stati, una lavagna saggia e disponibile, che si lascia riscrivere mille volte in una vita.

Cosa racconta il linguaggio del nostro corpo? E come?

Ognuno di noi ha un allineamento, una sorta di asse di equilibrio su cui si organizzano le ossa, i muscoli, gli  organi interni, le articolazioni. Questo asse risponde in modo dettagliatissimo alle esperienze che incontriamo. Ecco, allora, che un trauma lo irrigidisce, una presa di posizione lo stabilizza, o un grande dolore lo fa chiudere, a protezione della ferita che si è creata dentro.

Il nostro corpo è come un libro: un’avventura intensa da leggere. Ed è come una musica: la sua salute sta nello scorrere, nello scivolare da una nota all’altra, da un’emozione all’altra, da un’azione all’altra. Il nostro corpo è in costante sinergia con il sistema nervoso, con cui c’è un costante scambio di informazioni: incontriamo eventi, elaboriamo insegnamenti e, se il nostro stare nel mondo è abbastanza stabile e presente, esprimiamo quel che abbiamo dentro, per portare la nostra forma nel mondo.

Tra le chiavi per un benessere completo c’è il movimento. Ancora di più: c’è l’espressione di noi, attraverso il corpo. Riuscire nel lavoro dei nostri sogni? E’ un moto, un organizzare le nostre doti in una forma costruttiva e produttiva. Superare un trauma? E’ un moto, un esprimere quel che abbiamo dentro, con la chiara intenzione di amarlo e con strumenti compassionevoli per guarirlo, per poi lasciarlo andare. Riscoprire che siamo? E’ un moto, un lasciar smontarsi la nostra corazza e partire all’esplorazione di quel che teneva nascosto.

E noi, e la nostra salute: siamo una danza. Il nostro benessere è l’unione di tanti aspetti, come noi. Non ci sono direzioni univoche, colpevoli assoluti e soluzioni onnicomprensive. Ma mi piace sempre ricordare che il nostro corpo è l’unico dato concreto e costante che abbiamo, è il nostro veicolo. Ed è un bene prezioso e un punto di partenza nobile e unico.

 

Che tutti noi oggi, possiamo prenderci il tempo e l’attenzione per ascoltarci.

Che possiamo imparare a calarci nella realtà tangibile di chi siamo

e riprendere da lì il nostro moto libero e guaritore.

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