Il confine della neve

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Ah, mondo, che lezioni prepari per noi

anche durante l’inverno senza foglie

sto pensando adesso

al dolore, e ad oltrepassarlo;

sento i miei stivali che cercano di staccarsi da terra

sento il mio cuore

che pompa possente. Voglio

ripensare a cose pericolose e nobili.

Voglio essere leggera e allegra.

Voglio essere di una bellezza inverosimile e impaurita da nulla,

come se avessi le ali.

Storni in inverno, M. Oliver

Siamo andati alla ricerca della neve, che ricopre tutto, luminosa, pura. Avevamo slittini, scarpe e tute sistemati vicino a noi. Non la si vede tanto spesso, qui, la neve. Andare a cercarla è un lusso e trovarla è una festa.

“Non pensare che non ti puoi divertire, anche tu, insieme a noi. Non pensare che devi essere per forze seria. Puoi ridere, puoi divertirti. Vuoi fare una discesa sullo slittino?”

Se mai l’ho fatto, sono passati secoli. Mi fa strano, ecco tutto. Ho Maddalena attaccata al petto, appesa nella fascia; quello slittino mi sembra troppo piccolo per me; io sono il tipo che scatta foto, più che buttarsi a piè pari in questi giochi. Certo, il: “Non pensare che non ti puoi divertire” mi brucia dentro… sanno come prendermi, i miei uomini, sanno dirmi le parole giuste.

Per un attimo mi chiedo se saprò frenare, se saprò non finire schiantata da qualche parte, cosa farò se cadrò con Maddalena addosso. Per un attimo vedo scene improbabili affacciarsi davanti a me. E’ la paura di mettermi in gioco, di uscire dal seminato. E’ lei, la riconosco. Riguardo la discesa: saranno venti metri di dolce percorso. E la neve… è così bella! La neve…

“Va bene. Andiamo? Leo, mi accompagni?”

Io, lui e l’inseparabile Lena.

E’ bello, è da rifare. Una, due, tante volte. La discesa e la risalita: tutti e due sono momenti speciali. Pensare che è vero che: “Non è mai troppo tardi” è un gran sollievo. Questi sono i momenti che spostano i limiti, che aprono spiragli, che confondono i confini: non ho fatto nulla di che. Ho fatto una cosa nuova, mi sono lasciata convincere e coinvolgere.

Voglio ripensare a cose pericolose e nobili. Voglio essere leggera e allegra. Voglio essere di una bellezza inverosimile e impaurita da nulla, come se avessi le ali.

Il confine della neve non c’è; il confine della neve è l’infinito. E senza vedere il confine, ogni tanto, capita di oltrepassarlo senza nemmeno sentire la fatica.

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Buona settimana!

 

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Commenti

  1. Francesca  febbraio 9, 2015

    Si Ylenia, ogni tanto dobbiamo sfidare le nostre paure per poi scoprire, una volta che l’abbiamo fatto, che in fondo in fondo non erano niente… come quando si va dal dentista per una otturazione, che paura… poi una piccola anestesia, o anche no, il trapano, un po’ di medicazione, la magica lampada azzurra… fatto! Tutto qui?
    per molte cose è così!
    Un abbraccio
    Francesca

    ylenia crisalide:
    vero. a volte fare è il modo migliore per liberarsi del peso per poi rendersi conto che siamo più forti di quanto pensiamo, il più delle volte.

  2. Valentina  febbraio 9, 2015

    Che poi i confini sono solo nella mente spesso, sta a noi pian piano superarli o spostare il loro limite 🙂 che belle foto, tanta bellezza!

    ylenia crisalide:
    è vero, soprattutto in questo il confine è chiaramente mentale. a volte, però, fa bene dare una forma ai propri confini, può aiutare a superarli. grazie delle belle parole!

  3. Marta  febbraio 9, 2015

    Cara Ylenia,
    Quanta verità nelle tue parole e che tenerezza il visino di Maddalena che dorme nella fascia. Anche io sono una “mamma-canguro”, anche se ormai da qualche mese siamo passati al portage sulla schiena con un marsupio ergonomico.
    Mi piace tantissimo il tuo berretto, l’hai fatto tu?
    Anche a te una buona settimana e un abbraccio.

    ylenia crisalide:
    anche io ogni tanto preferisco portarla dietro: è molto piccola, ma metterla sulla schiena è l’unico modo per occuparmi della casa o dei fratelli. prendere un altro bambino in braccio o passare l’aspirapolvere con lei sulla schiena è molto più comodo. ma il piacere di averla apparsa davanti è imparagonabile!
    Il cappellino l’ho fatto io qualche anno fa. è un completo di cappello, mantellina e guanti che avevo preso da sito Drops Design (in cui tutti i modelli sono gratuiti). con questo modello ho imparato il punto mimosa, che non conoscevo e ho sperimentato la lana che preferisco in assoluto: la merinos otto di Mani di Fata.
    buona giornata,
    un abbraccio!

  4. emanuela  febbraio 9, 2015

    ……e poi che bello ridere e divertirsi e gioire tutti assieme!
    un abbraccio Emanuela

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