Di poesia

Di poesia, nei miei giorni, ce n’è tanta. C’è quella dei bambini, ci sono le loro frasi ingenue, le loro domande acute, i loro modi di farsi capire con poche sillabe e un gesto. C’è quella del vento che soffia fuori. C’è quella dell’alba e del tramonto che si affacciano alle finestre senza ostacoli se non le montagne lontane…

Ma di poesia non se ne ha mai abbastanza. Se potessi spingere i miei sogni all’infinito, io di poesia ci vivrei.

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Faccio del mio meglio: difendo con le unghie e con i denti i miei angoli, alimento le fiamme che rischiano di spegnersi, ballo con i bambini in braccio e faccio spesso il punto della situazione, per non perdere la poesia che rischia di passare inosservata. E’ un rischio grande, quando le ore di sonno sono poche e frammentate, quando gli impegni sono molti di più delle energie a disposizione, quando gli imprevisti sono troppi.

Come tutti, anche io mi attrezzo come posso. Ho poco tempo per leggere, ma da quando ho scoperto gli audiolibri placo così la mia sete di storie capaci di farmi viaggiare con i sogni; organizzo feste ogni volta che posso; insegno ai bimbi a parlare con la luna e spargo candele in questi giorni vinti dal buio.

Nell’ultimo anno, dopo “Anna Karenina” e “Jane Eyre,”  ascoltati da qui, mi sono fatta trasportare nelle “Memorie di Adriano” e, negli ultimi giorni da “Al faro,” presi da qui. Scivolo sui classici che volevo leggere da sempre mentre allatto a mezzanotte, o cucio, o cucino. Fermo la testa su belle parole, mentre le mani creano e mi godo attimi di poesia in regalo, solo per me.

Nei mesi, ho costruito un rapporto a distanza, dal nulla, con un’amica speciale. Con lei ho inventato “A passi leggeri,” da cui sto imparando così tanto, in cui ho messo così tanto di mio e conosciuto così tanto di suo… Questa è una lunga poesia, imprevista, tanto impegnativa quanto sognata e curata.

Negli ultimi giorni, ho sistemato qualche candela vicino alle nostre fotografie sparse per casa e, se non sono troppo stacca, mi ricordo di accenderle con un sorriso quando cala la sera. Abbiamo passato il giorno di Santa Lucia con un po’ di amici e condiviso con loro un momento speciale: abbiamo costruito lanterne e portato luce tra gli ulivi, camminando al buio, nel silenzio del giorno che finisce.

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No, non ce n’è mai abbastanza, di poesia. Ma l’impegno per cercarla o crearla è una di quelle fatiche che si fanno volentieri.

Non ce n’è mai abbastanza, di poesia: volete aggiungere i vostri tentativi ai miei? Volete raccontarmi le vostre poesie?

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Commenti

  1. Monica  dicembre 18, 2014

    Tu sai farla vivere, la tua poesia.
    La sai condividere e scambiare.
    La sai illuminare e diffondere.
    E questo è un dono grande. Grazie.

  2. Lena  dicembre 18, 2014

    Oh, Ylenia
    Grazie per questi attimi di poesia pura e vitale.
    I miei piccoli attimi di poesia li ho scritti nel mio ultimo post…ho amato in questi mesi ascolterà più nel profondo me stessa, per cui un attimo di poesia che potrei descrivere è l’attimo di luce sfolgorante che si avverte mentre si prega e mentre si medita, le piccole semplicità che rendono unico e prezioso il mio rapporto di coppia, bere tè e riservare del tempo a me stessa, colorare mandare ed estraniarsi dal mondo, accendere candele per mia nonna morta questo agosto, parlare alla luna….
    Un abbraccio affettuoso

  3. Lena  dicembre 18, 2014

    Colorare mandala, correggo su.

  4. Daniela  dicembre 18, 2014

    Proprio questo momento qui: leggere questo tuo scritto, in sottofondo musica in ebraico, fuori una notte buia e fredda, l’incenso appena bruciato che profuma la stanza e le mie mani che tra qualche istante taglieranno le verdure per un buon minestrone. Grazie, per la poesia che sei! 🙂

    ylenia crisalide:
    grazie a te… ti abbraccio forte. anzi, vi abbraccio, tutte e due!

  5. Francesca  dicembre 19, 2014

    Mi sono svegliata oggi con la poesia della Verità. Anche se ci sono momenti in cui la Verità può far male, lei è l’acqua che spazza via dubbi e paure.
    Non regalerò nulla a mio marito questo Natale se non la Verità che ho dentro, le ragioni del mio dolore e della mia immensa solitudine e gli regalerò la chiave per aprire il mio e il suo cuore. Non so ancora da che parte comincerò. Troppi silenzi, troppi tabù… ma devo farlo. Perchè se è vero che io ho bisogmo di lui per non dissolvermi, anche lui ha bisogno di me. Ho cercato di bastare a me stessa, ma più parrano i giorni e più mi rendo conto che “me stessa” è solo una parola vuota senza il calore del suo affetto.
    Questa ultimamente è la mia poesia!
    Ti abbraccio forte forte Ylenia. Ti voglio bene.
    Francesca

    ylenia crisalide:
    grazie. a volte non trovo altre parole. sei splendida, sono felice di conoscerti e di avere l’onore di incontrare le tue parole.

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