… con un leggero astigmatismo

occhiali per la saggezza“Sei ipermetrope, e anche un po’ astigmatica.”

“Oddio, sono ridotta uno schifo…! Eppure a me sembra di vederci bene, leggo sempre tutto, anche se molto distante. Ho solo questo incredibile mal di testa, ormai sempre più frequente.”

“Infatti, all’ipermetrope succede proprio questo: da giovani il difetto è facilmente auto correggibile, e spesso non ci si rende nemmeno conto di averlo. Poi, con il tempo, i meccanismi di compensazione funzionano sempre meno, fino a che gli occhiali diventano indispensabili.”

Ascoltavo, attenta e interessata. Mentre dentro di me ridevo. Ridevo all’ironia della sorte o per disperazione, non so.  Ma se non fosse stato un gentilissimo estraneo con cui non avevo confidenza, quell’oculista avrebbe assistito ad una grassa risata, dal vivo.

Ridevo perché pensavo che il mio corpo, che io tutta, sono “ipermetrope.” Ridevo perché da anni vado avanti a meccanismi di compensazione: non ce la farei, ma in qualche modo compenso e mi sembra che vada tutto bene. Fino a che crollo, come è successo in questi giorni, per l’influenza più impietosa che abbia avuto negli ultimi anni. Ridevo delle mie capacità di compensare la stanchezza e l’impossibilità di arrivare con la forza di volontà, fino a scoprirmi finita.

Arrendermi all’idea agli occhiali non è stato facile, per me che li tenevo nella custodia da anni, già consapevole del mio difetto ma per niente convinta di voler ammettere che non ce la posso fare da sola.  Poi, una volta indossati, ad abituarmi ci ho messo un lunghissimo… giorno. E’ bastato un giorno, e lo considero un progresso. Un giorno per sentirmi decisamente meglio e, finalmente, arrendermi. E’ stato il primo di una lunga serie di “Non c’è bisogno di…” Quel giorno è stato il primo di una serie di esercizi per moderarmi: “Posso farcela, ma se lo faccio esagero.”

Non c’è bisogno di fare tutto oggi; non c’è bisogno di cucinare l’ennesima cena elaborata, non c’è bisogno di cucire per ore e ore per fare a tutti un regalo di Natale fatto a mano, non c’è bisogno di…

Così dei semplici occhiali nuovi possono diventare uno strumento di crescita. Perché tutto può essere uno strumento di crescita, giusto? Così i miei semplici occhiali nuovi diventano un’altro, efficientissimo, monito: va bene essere pigri, va bene anche avere dei difetti e non lottare continuamente per minimizzarli o far finta che non ci siano. Vanno bene gli occhiali, le cose non fatte, la pasta cucinata all’ultimo e i crackers al posto del pane che non ho fatto, i panni stesi da Lui e i vetri da lavare. E vanno bene, benissimo, tutto il tempo che mi sembra di avere nuovamente a disposizione e le forze che non sto sprecando; va benissimo non avere più mal di testa anche se questo significa che, sì, mi sono arresa: non posso vedere e controllare tutto da sola.

La saggezza in un paio di occhiali, comprati in offerta, per giunta: questa no, non me l’aspettavo. E invece è una piacevolissima saggezza.

 

 

 

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Commenti

  1. Francesca  gennaio 14, 2015

    … e poi ti stanno benissimooo!!! Dopo il tuo post credo che anch’io mi deciderò a fare la visita oculistica, anch’io di recente soffro di mal di testa… un puntone sopra l’occhio e a detta dei più è o una sinusite quasi cronica o un problema visivo… come scusa sulla seconda ipotesi adduco proprio il vederci benissimo 😀

  2. Francesca  gennaio 14, 2015

    … per me invece una specie di “strumento” di crescita stanno diventando i capelli bianchi 😉

  3. Daniela  gennaio 14, 2015

    Che belle che siete! 🙂
    Grazie per questa riflessione, che faccio mia, che dovrei ricordare più spesso!

  4. valentina  gennaio 14, 2015

    Sai che ti stanno molto bene? 🙂 non a tutti donano così 🙂

  5. emanuela  gennaio 14, 2015

    che bello ritrovarti! sono stata via da casa due settimane, sono stata da mamma a ….farle da mamma…! E’ stata molto male, ora va decisamente meglio – ha una bellissima grinta, una grande forza, un cervello meravigliosamente lucido – e devo dire che siamo state anche davvero bene assieme , proprio noi due, che abbiamo sempre avuto un rapporto difficile e tormentato, lei, la mamma tutta d’un pezzo, io la figlia ribelle, la ” pecora nera” della famiglia, ma quella con cui ora si capisce di più.
    Bello ritrovarti e con gli occhiali sei proprio bella, ancora più bella! Io ho messo gli occhiali a 48 anni, classica presbiopia da…..età……..e sai una cosa? Con gli occhiali mi piaccio proprio e sorrido pensando che, a 8 anni, invidiavo come una matta una mia compagna di classe, miope, che aveva dei meravigliosi occhialetti rossi! Come li avrei voluti! E così mi compro occhiali pieni di colori…….
    E sai una cosa? Continua sulla strada del…..” non c’è bisogno di……” Sai che te lo dice quella che ha sofferto, per anni , della ” sindrome dell’ape regina”!
    Un abbraccio grande grande Emanuela
    PS. Giulia ha frequentato le elementari in una scuola Montessoriana, con un’insegnante meravigliosa. Magari un giorno ti racconto….

  6. auradiluna  gennaio 15, 2015

    Ti donano un sacco!! 😀

  7. Francesca  gennaio 16, 2015

    Ylenia, non è che con un paio di occhiali sul naso sei meno forte o bella. Sei bellissima e fortissima ugualmente e questo tuo imparare anche da cose semplici, ti rende ancora più meravigliosa.
    Credo che la persona veramente forte non sia quella che spacca le montagne o si ostina a non chiedere aiuto, ma quella che conosce i suoi limiti e non si vergogna a farsi dare una mano, che sia da una persona o da un paio di occhiali… e comunque ogni tanto i panni può benissimo stenderli lui, e che diamine!!!
    Un bacio immenso
    Francesca
    P.S. E’ arrivata!!! STU-PEN-DA!!!

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