Calore nello spettacolo del tutto

amare le sfide

Nei giorni scorsi una cara allieva mi ha detto di aver deciso di intraprendere l’affascinante cammino che la porterà a diventare maestra di yoga. Ho accolto questa splendida notizia con gioia immensa. Insegno da qualche anno, ormai, ma questa è la prima volta che qualcuno a cui ho avuto l’onore di trasmettere la bellezza dello yoga si è preso il tempo di ringraziarmi per avergli mostrato una via di ricerca e crescita che comincia oggi, per non finire più.

Per noi insegnanti- di qualsiasi disciplina, in qualsiasi contesto- sapere di aver acceso la luce della curiosità in qualcun altro è il più grande successo. Creare autonomia, non dipendenza; piantare semi che eleveranno ciò che abbiamo trasmesso e continueranno a farlo crescere; coinvolgere altri in ciò che amiamo e che ci sembra così importante diffondere: questo è il nostro scopo.

Un insegnante che sa di aver lanciato il “la” perché un allievo si incammini sulla strada dell’insegnamento a sua volta non può non essere felice.

Eppure…

Eppure, mentre tutto il mio corpo gioiva e chiedeva, si emozionava e ascoltava, qualcosa dentro di me si sentiva male.

In un attimo ho rivisto mille scene del mio passato. Ho rivisto la ragazzina che portava pace tra le amichette ma poi restava a casa da sola il sabato pomeriggio perché quelle stesse amiche si scordavano di invitarla a giocare con loro. Ho rivisto l’adolescente lasciata dal fidanzato ché, passato un momento di incertezza, aveva deciso di spiccare il volo in compagnia di qualcun’altra. Ho rivisto la bambina che faceva del suo meglio per essere buona e brava, ma finiva sempre per essere sgridata per qualche imprevedibile motivo.

Per lunghi minuti, una volta rimasta sola, ho interrogato il mio karma: basta davvero così poco? Basta davvero solo un saluto fatto con amore nel cuore e un sorriso sulle labbra per aprire in me il vaso dei ricordi?

Mentre ero indecisa tra gioia e tristezza, tra presente e passato, uno dei miei nodi più grandi è venuto a galla. Tutti quanti abbiamo paura di essere abbandonati. Siamo tutti spaventati dai cambiamenti, anche dai più piccoli cambiamenti. Siamo i più degni e perfetti proprietari della nostra vita, ma, nel momento più inaspettato, ci troviamo a sostenere il baricentro delle dinamiche del quotidiano, mentre osserviamo gli altri andare e venire. Per stare nel cambiamento serve una forza immane, per salutare col sorriso serve una forza immane, per rimanere sereni davanti a qualcuno che parte… serve una forza immane.

Tutto ciò che vediamo è lo spettacolo del Divino Mago.

Rimani al centro di questa meraviglia. E respira nel sereno selvaggio.

“The Radiance Sutra,” Lorin Roche.

È davvero selvaggio, il nostro quotidiano. È davvero uno spettacolo, è davvero una meraviglia. E restare sereni, nel respiro di tutto questo è il trucco che noi, pubblico a partecipazione attiva, possiamo sfilare dalla manica quando non sappiamo da dove partire per affrontare l’ennesima sfida.

Oggi accolgo il mese di ottobre, fermandomi a scattare foto all’ultimo pomodorino rosso che non si arrende, che rimane attaccato alla sua pianta, ormai secca, sul terrazzo dello studio yoga. Il mio primo passo, oggi, e dare dignità al trambusto che mi sono trovata dentro e riscaldarlo con la prima delle mille tisane che daranno tepore ai mesi freddi in arrivo. Tra me e me, mando un pensiero dolcissimo alla mia splendida e coraggiosa allieva. E provo a costruire un pensiero altrettanto dolce anche per me, che ho bisogno di voler bene ai miei nodi e trovare la meraviglia del Divino Mago anche in loro.

Buon ultimo trimestre dell’anno a tutti voi. Che siano mesi di calore e dolcezza per tutti i nostri nodi.

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Commenti

  1. emanuela  ottobre 3, 2015

    dopo due mesi lontana da casa torno e ti leggo e ti vivo come un balsamo per l’anima.
    sono stata dalla mia bimba,che ha partorito in anticipo il mio piccolo, meraviglioso Ayma. Giulia è stata malissimo, ho – abbiamo – rischiato di perderla. ora sta bene, io ho 20 anni di più sulla schiena…
    serve una forza immane. serve in ogni attimo, in ogni respiro. Mi accorgo di averla. Per gli altri. Io, invece, mi sento estremamente fragile.
    Un grande abbraccio Emanuela

  2. Francesca  ottobre 7, 2015

    Una forza immane è vero… quanto è vero! Buon ultimo trimestre anche a te 😉

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