All’origine: una mamma diversa, lo stesso yoga

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Il cammino verso l’origine è fatto di tante piccole conquiste; il percorso si ripete spesso, si arriva a conoscerlo quasi a menadito, ma ogni volta è contemporaneamente capace di sorprendere di farsi scoprire diverso e nuovo. C’è tanto in me che mi dice che sono molto diversa da quella che, tre anni e mezzo fa, sotto il sole di un aprile caldissimo, si preparava ad abbracciare il suo primo figlio. Eppure, le riflessioni, i pensieri, le preoccupazioni e le gioie sono le stesse, declinate in tanti modi diversi, ma universali e grandi, come sempre.

Come nello yoga, mi ritrovo a passare per le stesse prove, aggiungendo ogni volta un tassello in più. E scopro e sento quante cose si collegano e si completano, nella mia pratica.

La meditazione sul cuore apre lo sguardo; e non esiste uno sguardo puro che non poggi su un cuore forte. L’esercizio nel proprio intimo invita alla comunicazione e all’apertura; e non c’è vera comunicazione che non parta dall’aver navigato in sé, in quella sede della propria creatività che lo yoga mette nel secondo cakra, dentro al bacino, sotto l’ombelico.

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Nell’ultimo mese ho giocato spesso con questa nuova scoperta: ho provato a collegare la visione del cuore con quella degli occhi, e il sentire della mia pancia con l’esprimersi della voce.

Possono gli occhi soffermarsi sulle cose senza giudizio, semplicemente aprendosi? Il cuore ha il coraggio di vedere, senza indurirsi? E la voce? Quanta forza serve per dire il vero, quello che c’è sotto e che rimane spesso nascosto? Come fare per tirare fuori quella verità dalle proprie viscere?

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Sarà che, ogni volta che ci si sente addosso la responsabilità di amare un altro essere, certe esigenze si fanno battenti e pungenti. Sarà per questo che, negli ultimi giorni, vorrei poter rivoluzionare il dentro e il fuori, e fare in fretta e furia un mondo lucido e puro da far uscire dal cilindro al momento giusto.

Mi piace credere che, davvero, ciò che ho fatto rimanga impresso nella memoria dei muscoli e sia trasmesso al cervello e all’anima. Ho aperto il petto e gli occhi, ho fatto respirare la pancia e la voce. Come ogni volta, ho provato ad avvicinarmi all’origine, camminando per la stessa via e trovandomi nuova.

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Commenti

  1. emanuela  ottobre 24, 2014

    sei una mamma diversa. sei la stessa mamma.
    cammini per la stessa via, percorri la stessa strada ma osservi cose diverse :no, non diverse. le osservi in modo diverso, ma con gli stessi grandi occhi pieni di luce e di stupore.
    Cammini e cammini. Sei sempre tu. Ogni giorno nuova.
    Tutto l’amore del mondo e tutta la luce di questa giornata che oggi, qua, è davvero magica.Emanuela
    ….Emanuela in attesa, piena di emozione e di gioia…….

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