A spazzar via le nuvole

Quasi quasi mi sembra di poterlo capire, questo gennaio con cui non sono mai riuscita a fare amicizia. Gennaio è quel mese dopo il Natale, in cui ogni giorno passa aspettando la primavera; è quel mese in mezzo, troppo freddo, troppo rigido, troppo diverso da me. O forse no. Forse richiede solo tempo per capirlo, per osservarlo.

Le foglie degli ulivi diventano argentate, a gennaio. Si impreziosiscono, per incontrare il gelo. I colori sono netti, a gennaio: la tramontana spazza via tutte le nuvole, entra da padrona nella valle e toglie veli, impietosa. Tutto sembra più forte, a gennaio, e questa luce che taglia lo sguardo, così pura, non potrebbe esistere che adesso, in questo freddo che non fa sconti.

No, non è il freddo, il motivo per cui non ho mai capito gennaio. E’ la sua forza, la sua decisione.

Abbi paura. E fallo comunque, dice la mia agenda sull’apertura delle righe che scriverò oggi.

Ecco la poesia di gennaio: andare avanti comunque. Farsi smuovere le fronde dal vento, sentire il peso della spruzzata di neve che è arrivata durante la notte, rimanere saldi a terra nonostante il ghiaccio. E come ogni poesia, anche gennaio ha la sua dolcezza.

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Allora, via, coraggio! Che poi arriva la tramontana, a spazzar via le nuvole…

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Commenti

  1. Catia  gennaio 28, 2015

    Oh! Che belle le pecore!
    Da quanto tempo non vedo un gregge. Tanti anni fa passavano anche davanti a casa nostra, nella nostra bella periferia milanese. Ora ci sono anche qui strade e macchine ahimè!
    ” Abbi paura. E fallo comunque”
    Mi viene in mente Matilde e le esperienze nuove che ha fatto nelle ultime settimane e quelle che ancora l’aspettano.
    Ha paura. Si! Ha paura. Ed è comprensibile soprattutto a un età in cui non si capisce bene cosa si è e cosa non si è.
    Ma il “Fallo comunque!” è stato il mio consiglio.
    La paura è positiva. E’ fisiologica.
    Ti apre tante possibilità!
    Un bacio a tutti voi, creature bellissime!

  2. Francesca  gennaio 29, 2015

    Io ho paura, tanta… di non farcela, di non riuscire a reggere la solitudine. Ho bisogno di sostegno e non lo trovo nel mio compagno che anzi, con il suo carattere granitico e guastato dalla malattia, è come un muro di roccia contro cui mi scontro ogni giorno senza ottenere che frustrazione e fatica.
    Una psicologa mi consiglia da lasciarlo perdere per un po’, di mollarlo psicologicamente e dedicarmi a me, al mio equilibrio e alla mia vita… ma come faccio? Il ricordo dell’Amore che è stato, la nostalgia per quelle tenerezze di cui è sempre stato avaro ma che c’erano un tempo e forse il senso di colpa che mi prenderebbe se lo facessi… ma so, nel profondo, che ha ragione, che è questo che dovrei fare. Ho paura ma lo farò comunque… anche perchè non ho altra scelta!!!
    Un abbraccio grandissimo
    Francesca

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